La capacità di agire su più fronti e una dotazione tecnologica innovativa sono state le risorse alle quali la fiorentina Everex si è affidata per resistere all’urto dell’emergenza Covid-19 sulla sua attività e che le hanno permesso di sviluppare al meglio competenze che si riveleranno preziose in avvenire.
Everex Srl, nata nel 1989, nella sua sede di Sesto Fiorentino, nel distretto industriale di Osmannoro, impiega un organico di 65 dipendenti. Analogamente alla maggior parte delle imprese italiane, anch’essa ha dovuto fare i conti in questi primi mesi del 2020 con i non pochi problemi legati alla diffusione dei contagi per Covid-19. Il suo management si è rivelato in proposito lungimirante. «Già dal 4 di marzo», ha detto l’ad Lorenzo Balli, «e quindi ancora prima che fossero pubblicati i Dpcm, avevamo deciso di adottare un nostro codice comportamentale e di sicurezza interno. L’obiettivo era ridurre al minimo le possibilità d’infezione.
Da subito ci siamo adoperati per bloccare riunioni e meeting in azienda e favorire lo smart working, mentre per tutte le attività che non potevano essere differite abbiamo stabilito di lavorare su due turni, allo scopo di minimizzare la presenza contemporanea di più persone nella stessa area e dimezzare la densità degli addetti, conservando gli stessi spazi lavorativi». Un altro provvedimento non meno importante ha riguardato l’immediata dotazione di tutti i lavoratori di mascherine e gel disinfettanti, provvedendo ogni giorno alla sanificazione degli ambienti.

Una scelta strategica
La società toscana presidia, però, più settori ed è stata quindi costretta dall’azione delle istituzioni a sacrificarne momentaneamente una parte, facendo tesoro al contempo delle competenze maturate nel corso della sua esperienza più che trentennale. «Everex ha dovuto chiudere uno dei suoi comparti di lavoro principali, quello dei distributori automatici per le farmacie e le tabaccherie, che non rientravano nella categoria delle attività essenziali in base a quanto era stato definito dal Dpcm del 25 marzo di quest’anno. Ci siamo adoperati allora per riconvertire gran parte della forza-lavoro di questa divisione alla produzione di dispositivi medici». Proprio questo è l’altro segmento trainante per il fornitore fiorentino e proprio qui, a causa dell’allarme sanitario contingente, si è assistito a un significativo incremento delle richieste di fornitura. Si è stato calcolato anzi un aumento della domanda in breve tempo addirittura del 30% rispetto a quanto registrato nello stesso periodo in condizioni di normalità. «In un momento tanto difficile e delicato per il Paese», ha osservato in proposito lo stesso Lorenzo Balli, «abbiamo voluto metterci a disposizione – grazie all’impegno del nostro reparto di progettazione e stampa 3D – per la realizzazione di collettori e valvole per i caschi respiratori utilizzati nei pazienti Covid-19 in Terapia Subintensiva. Tutto questo è stato reso possibile dalla collaborazione con marchio internazionale delle attrezzature per l’immersione Mares e con TS Nuovamacut, specializzata in soluzioni CAD e in stampanti 3D industriali. La commessa è stata portata a compimento in tempi rapidi, a solo 24 ore dall’avvio del progetto, con il totale coinvolgimento tanto della proprietà quanto delle maestranze interessate».

L’esperienza aguzza l’ingegno
Quanto i dirigenti e i lavoratori avevano sperimentato – è il caso di dirlo – sulla loro stessa pelle dovendo ricorrere alle adeguate protezioni obbligatorie antivirus, ha offerto a Everex lo spunto per dare vita e forma a ulteriori innovazioni. «Pochi giorni dopo avere iniziato a indossare le mascherine ci siamo resi conto di come esse potessero provocare più di un fastidio e in particolare essere causa di sgradevoli irritazioni sulla pelle. Anche questo si è trasformato in un’idea, in un’intuizione che è nata già a distanza di un giorno dall’introduzione delle mascherine. Ci siamo messi subito all’opera per ovviare al problema e abbiamo sviluppato pertanto una serie di cinturini da integrare alle mascherine stesse, in maniera tale da bloccarle dietro alla nuca e non già presso i padiglioni auricolari, riuscendo conseguentemente a evitare fastidi e arrossamenti cutanei». Di nuovo, la disponibilità in reparto di efficienti tecnologie di manifattura additiva ha rappresentato una autentica chiave di volta. «Anche in una simile circostanza», ha infatti puntualizzato Balli, «la nostra stampante tridimensionale è stata di immenso aiuto poiché ci ha offerta la possibilità di provare l’efficacia del prodotto già il giorno stesso. Dopo avere fatti i primi necessari aggiustamenti, ne abbiamo create alcune decine per esclusivo uso interno. In seguito, le abbiamo fatte provare ad amici e conoscenti fra i medici e infermieri che lavorano in ospedale. Sono piaciute e la loro efficacia è stata apprezzata. Alla metà di aprile abbiamo già consegnato gratuitamente un’altra fornitura da 500 pezzi. I laccetti sono sterilizzabili con normali prodotti disinfettanti; quindi riutilizzabili all’infinito».

Produzione e riconversione
La pandemia – «l’apocalisse inattesa», come l’ha definita il responsabile dell’Ufficio studi della community siderurgica bresciana Siderweb, Stefano Ferrari – ha dato modo a Everex di dare continuità anche a progetti avviati in passato ma tornati per l’occasione di stringente attualità. Cosicché l’azienda è riuscita a valorizzare pienamente l’expertise maturato nell’ambito delle soluzioni diagnostiche. «Un’altra area che, in queste ultime settimane, ci ha visti particolarmente impegnati», ha detto Balli alla metà dello scorso aprile, «è stata la riconversione di un progetto denominato SKYLAB 752. Lo avevamo sviluppato già alcuni anni fa ed è al 100% di nostra proprietà. Serve per le analisi di tipo sierologico di screening, specie alla rilevazione degli anticorpi IgG, IgM e IgA che il corpo umano genera in presenza di patologie come il Covid-19. Con un solo SKYLAB, grazie all’elevato throughput, si possono testare fino a oltre 700 pazienti al giorno. Prossimamente ne saranno installati quattro nei laboratori delle Usl toscane; e uno presso l’Istituto Spallanzani di Roma». Alla luce della resilienza e della reattività dimostrate, la realtà amministrata da Lorenzo Balli e cresciuta costantemente negli ultimi anni, può adesso guardare al prossimo futuro con una certa dose di fiducia, nonostante le difficoltà. «All’inizio di questa crisi, è inutile nasconderlo, anche noi abbiamo avuto la sensazione di un avvenire segnato da una particolare negatività. Oggi tuttavia possiamo e dobbiamo ricrederci, e pur essendo attenti agli sviluppi della situazione ci sentiamo di poter guardare a quel che ci attende con cauto ottimismo. Abbiamo fermato tutte le attività della parte vending, con l’esclusione dello sviluppo e della ricerca che sono andati avanti per poter presentare, a breve, ai nostri clienti, soluzioni innovative e sicuramente all’avanguardia rispetto a i nostri competitor. Siamo, fermamente convinti che in momenti di crisi come quelli che stiamo attraversando le aziende debbano approfittare per investire e innovare. Devono cioè prepararsi a una ripartenza che comunque avverrà e porterà benefici a coloro che sapranno porsi in maniera proattiva verso la clientela e il mercato».

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